Proveremo qui a spiegare come nasce il signoraggio bancario nella maniera più discorsiva possibile, affinché l’informazione sia alla portata di tutti, anche di un bambino curioso.

Immaginiamo un ipotetico villaggio di hobbit, retto da un capo, governato da un capovillaggio. Gli hobbit, come sappiamo bene, sono amanti della tavola; per comprare cibo e vino è allora indispensabile che ci siano dei soldi in circolazione.

A questo punto il capovillaggio, decide di stampare delle banconote, attività di per sé economica: inchiostro e carta costano pochissimo. Così vengono stampate le banconote e distribuite agli hobbit, così che possano comprare carne arrosto e ciambelle.

Però un giorno il capovillaggio viene avvicinato da un potente mago, che gli propone un subdolo patto: ritirare le banconote del villaggio, distruggerle, e distribuire quelle già fabbricate dal mago. Il mago presta al villaggio le sue banconote in cambio di un tasso di interesse, cioè di una piccola quota, e in cambio promette al capovillaggio di farlo diventare ricchissimo.

Tutto sembra procedere esattamente come prima, ma dopo pochi mesi ecco che l’inganno del mago salta fuori: chiede gli interessi. Il mago-banchiere ha prestato 100.000 banconote, e reclama il suo interesse, che al tasso del 2% significano 2.000 banconote. Con qualche sacrificio il capovillaggio riesce a raggranellare la cifra e a pagare il debito.

Accade però che nel corso degli anni la popolazione aumenta: il denaro che circola non è abbastanza. Il capovillaggio si rende conto di essere in una trappola: deve chiedere altre banconote al mago, il che significa pagare ancora più interessi.

L’economia del villaggio non è sufficiente a ripagare il mago, e così il capovillaggio è costretto ad aumentare le tasse e a regalare al mago alcuni pozzi del paese per risanare il debito pubblico.

Debito che non verrà mai estinto perché gli interessi continuano ad accumularsi. I poveri hobbit, dal canto loro, soffocati dalle tasse, chiedono sempre più spesso prestiti personali al mago, ipotecando i loro terreni e macchinari agricoli.

In questo modo il mago, personificazione delle banche centrali, si rivela l’aguzzino dello stato (il villaggio degli hobbit): il governo, metaforicamente il nostro capovillaggio, ha praticamente venduto alle banche la sovranità monetaria che prima apparteneva allo stato.