Che banche e stato siano invischiati non è un mistero. Lo stato infatti, pur essendo titolare della sovranità monetaria, delega le banche centrali della stampa delle banconote. Le banche prestano questo denaro allo stato, richiedendo un tasso d’interesse annuale. Man mano che l’interesse aumenta, aumenta il debito pubblico e di conseguenza il soffocamento economico dei cittadini dato dall’incremento delle tasse, misura con cui ci si illude di poter ripagare gli interessi alle banche. Il tasso d’interesse, più la differenza tra valore nominale e valore intrinseco, determina il signoraggio.

Si è molto parlato della correlazione tra questo fenomeno e la Massoneria, cioè l’oligarchia tesa a rovesciare le istituzioni esistenti e creare un Nuovo Ordine Mondiale, sotto forma di totalitarismo. Un’alleanza tra la finanza, potentissima, dei massoni e quella delle banche: del resto le banche centrali sono nelle mani di pochissime famiglie, che secondo la teoria del complotto sarebbero appunto massone. Il loro potere è quello di poter fare un’offerta di banconote ad un tasso di interesse che non potrà essere saldato: una fonte illimitata di guadagni per il progetto del Nuovo Ordine Mondiale.

Un caso famoso fu quello del crack del 1929: il disastro economico fu provocato dai banchieri del Federal Reserve System, rei di aver istituito norme troppo restrittive sulla gestione del credito. La mancanza di liquidità fece chiudere i battenti a piccole e medie imprese, prontamente riacquistate, a pochissimo, dagli stessi banchieri. Con il supporto del Presidente Roosevelt, che si dice essere stato Gran Maestro Massone: nel ’33 promulgò una legge che sollevava le banche dall’obbligo di conversione del valore dei dollari in oro. Così si aumentò la quantità di banconote in circolazione, nella speranza di abbassare l’elevatissima inflazione. Ovviamente, a più banconote corrispondevano però più interessi.

Questo connubio massoneria-banche continua ad esistere ancora oggi; pensiamo al gruppo Bildeberg, di cui fanno parte, tra gli altri, Robert Zoellick, per 5 anni presidente della Banca Mondiale, e il finanziere Rockefeller. E l’Italia non è immune dal sodalizio: Carlo Azeglio Ciampi, Giovanni Agnelli, Mario Monti, Giulio Tremonti sono solo alcuni, secondo le ipotesi complottiste, che avrebbero fatto da spalla protettrice alle banche nelle attività di signoraggio.